ivi
12 Novembre 10
Sancisco che non ce ne fotte niente
dei vostri ministri
sull’attenti
e delle sere
a far la dinamite con la saliva
della storia della tua cicatrice
della liquirizia
delle piazze senza lampioni
e dei matrimoni tra gente sudata
nuda per strada
che sbircia tra le righe
del romanzo delle nostre vite
nelle gabbie arrugginite
avviliti dalla kriptonite
eravamo allibiti
a guardare la sintesi delle partite
le treccine d’acqua e sete
e la tua rete
era ancora la stessa volta
quella volta
dove tu mi rinnegavi e io mi risvegliavo
sudato
tutte le volte e anche tutte le altre volte prima
tranne la prima
tranne la prima